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Clipeologia, quando gli Ufo arrivano dal passato

Messaggio Da Mik Darko il Lun Set 14, 2009 11:15 pm

C’è chi cerca la presenza degli ufo scrutando il cielo, chi invece guarda al passato scovando tracce del loro passaggio. La clipeologia è una nuova disciplina che spulcia vecchie cronache e manifestazioni artistiche rintracciando in esse descrizioni di strani fenomeni riconducibili ad esseri extraterresti.



Diciamolo: non abbiamo inventato nulla. La clipeologia prende il suo nome da clipeus, scudo tondo romano, termine che già nell’antichità veniva utilizzato per descrivere oggetti tondi infuocati che solcavano i cieli: i clipea ardentes. Ce ne parlano Plinio il Vecchio, Plutarco, Eschilo, Valerio Massimo, Tito Livio e addirittura Alessandro Magno che descrive una flotta di grandi scudi d’argento scintillante che terrorizzano l’esercito greco costretto alla ritirata sul fiume Jaxartes, in India.

Senofonte, nell’Anabasi, fa perfino un elenco di diversi tipi di oggetti volanti distinti in base alla loro forma: circolari, a conchiglia, piatti, a campana e triangolari.

Gli avvistamenti e le incredibili descrizioni di questi dischi che volteggiano minacciosi continuano nei secoli diventando protagonisti anche in cronache medioevali. Celebre è la descrizione di oggetti volanti avvistati nel 776 durante l’assedio del Castello di Sigiburg in Francia. La notizia è riportata in un manoscritto del XII secolo, L’Annales Laurissenses, dove in un’ immagine è ritratto un cavaliere mentre indica il disco volante che intimorì i Sassoni costretti alla fuga.

La clipeologia ha rintracciato in numerosi dipinti elementi riconducibili a presenza extraterrestri. Ne è un esempio un celebre dipinto di Masolino da Panicate (1383-1440), intitolato “Il Miracolo della Neve” dove sono rappresentati Gesù e Maria in cielo su nubi lenticolari interpretate dagli studiosi di clipeologia come piattaforme volanti di natura extraterrestre.

Ma è la “La Madonna con San Giovannino” che lascia senza fiato. Fu dipinto nel XV° secolo, da un artista sconosciuto della scuola di Filippo Lippi, ed è conservato in Palazzo Vecchio a Firenze. Alle spalle di Maria, un disco con luci a raggiera solca il cielo osservato da un uomo ed il suo cane!

Gli esempi sono tanti: dipinti, affreschi, manoscritti che celano oggetti infuocati, navicelle rotanti, sfere luminose. Certo, qualcuno potrebbe spiegarli come fenomeni atmosferici insoliti ma possibili, altri come descrizioni metaforiche fatte da artisti che andrebbero collocati nell’arte del loro tempo. Resta il fatto che le rappresentazioni degli oggetti volanti di natura extraterrestre non hanno nei secoli modificato il loro aspetto di molto. Siamo noi contemporanei che non abbiamo fantasia? Oppure…

Autore: Michele Baia

Fonte: www.gialli.it
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