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Il labirinto del fauno

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Il labirinto del fauno

Messaggio Da Mik Darko il Ven Ott 02, 2009 7:52 pm

Per non dimenticare la magia che hanno le cose quando si e' bambini.
Dedicato a tutti quelli che, nonostante siano cresciuti, credono nelle fate, nei fauni, dei mondi fantastici e nella magia.

Spagna 1944. Durante l'avanzata di Franco la giovane vedova Carmen raggiunge il nuovo compagno Vidal, capitano dell'esercito, con la figlia dodicenne Ofelia. La bambina per sfuggire alla difficile situazione si rifugia in un mondo di fiabe che si materializza con la presenza di un fauno che le rivela la sua vera identità, lei è la principessa di un regno sotterraneo.



IL POTERE DELL'INNOCENZA SUPERA OGNI MALE

Un racconto fantastico, ma a causa dell’ambientazione e della crudeltà di talune scene del racconto, mostra una sfaccettatura più verosimile alla realtà, di quanto immaginato. Due racconti in uno. L’ uno quello della piccola Ofelia e il suo mondo magico. La purezza, l’ingenuità, la determinazione e il passaggio così cruento all’età matura in una pellicola che si presenta come una rivisitazione di Alice nel paese delle meraviglie, seppur con toni fortemente gotici.

Trama
Spoiler:
Spagna 1944. Durante l'avanzata di Franco la giovane vedova Carmen raggiunge il nuovo compagno Vidal, capitano dell'esercito, con la figlia dodicenne Ofelia. La bambina per sfuggire alla difficile situazione si rifugia in un mondo di fiabe che si materializza con la presenza di un fauno che le rivela la sua vera identità, lei è la principessa di un regno sotterraneo.

Nelle scene iniziali del film, durante il viaggio che la porterà, insieme alla madre Carmen, dal patrigno, Ofelia ritrova un sasso. Il sasso costituisce l'occhio di una stele dedicata al fauno. Quando Ofelia ricolloca questo occhio, immediatamente un insetto alato la segue e la notte la condurrà fino al fauno che le svela la propria identità e la sua: le dice che lei è la figlia del Re del mondo sotterraneo Moana e che per tornare nel suo regno d'origine dovrà superare alcune prove che compariranno mano a mano su un libro magico.

Il mondo fantastico con cui la protagonista entra in contatto manifesta collegamenti diretti con quello reale: ad esempio, la malattia della madre (legata alla difficile gravidanza) non peggiora, ma anzi i disturbi hanno una remissione solo quando il fauno dice ad Ofelia di porre una radice di mandragola sotto il letto. Il medico curante sostiene che il miglioramento è inspiegabile e di non conoscerne l'origine.

Ofelia rifiuterà di obbedire all'ultima delle prove indicatale dal fauno. In realtà, la sua scelta di non sacrificare sangue innocente sarà la sua vittoria. Ofelia infatti, ritornata nel suo regno sotterraneo, incontrerà nuovamente il fauno, il quale le comunicherà che il suo disobbedire è stata la scelta corretta.

Recensione
Prezioso. Una fiaba che sa di terra, pioggia e sangue. Evidente la delicata e mai banale allegoria che lega indissolubilmente le due vicende principali in un vincolo tematico davvero delicato e soddisfacente da cogliere (come se non bastassero le sole immagini). Fiaba per adulti diranno molti, ma l'efferratezza delle sequenze più violente non è mai gratuita:è una violenza che sottolinea, che evidenzia. Narrazione fascinosa, attori bravissimi, fotografia irresistibile: è di certo la prova di maturità artistica di Del Toro.

Interpretazioni
Notevoli sono i richiami mitologici. Al riguardo possiamo prendere come esempio la seconda prova di Ofelia. La prova consiste nell'accedere ad mondo sotterraneo, custodito da un "demone" che "non ha nulla di umano". Il Fauno raccomanda ad Ofelia di non mangiare nulla di quello che vi troverà. Ofelia recupera l'oggetto magico, ma mangia due chicchi d'uva. In questo vi possiamo ritrovare un richiamo al mito di Demetra e Persefone.

Altro elemento mitologico è la trasformazione dell'insetto alato che l'aveva riconosciuta come figlia del re. L'animale le farà capire di essere una fata. Ofelia prende un libro sulle fate e mostrando un'immagine gli dice che quella è una fata. Immediatamente l'insetto si trasforma, ed assume la forma della fata raffigurata nel libro. In mitologia il fenomeno è ben conosciuto, infatti le trasformazioni delle fate avvengono con le immagini culturali dell'osservante. Le fate cioè prendono le immagini della cultura di chi osserva, e per meglio essere comprese e comunicare, si adeguano ad esse.

La memoria può essere considerata una delle chiavi di lettura del film. All'inizio del racconto, apprendiamo dalla voce narrante, che una principessa salita da un regno sotterraneo, durante la salita perse il ricordo della sua natura. Il termine memoria viene anche utilizzato dal Fauno, rivolgendosi ad Ofelia, gli dice che se fallirà anche l'ultima prova lui e le fate spariranno per sempre dalla sua memoria.

Nel film esistono anche due concezioni contrastanti del tempo. Vidal, il patrigno di Ofelia, è ossessionato da un orologio. Nei momenti più importanti Vidal osserva sempre questo orologio. Infatti poco prima di essere ucciso guarda l'orologio e dice ai suoi assassini di dire a suo figlio l'ora in cui morì il padre. Siamo dunque di fronte ad una visione lineare del tempo. Un tempo scandito e preciso, con un inizio e una fine, un tempo che Vidal non riesce a percepire ed utilizzare, deve ricorrere ad uno strumento per avere la misura del suo agire. Il tempo ciclico, non scandito, è rappresentato dal Fauno. Quando Ofelia lo interroga dice di essere molto antico. Altro esempio lo abbiamo nel re del mondo sotterraneo che aspetterà l'anima della figlia fino al suo ritorno. In questo caso siamo di fronte ad un tempo come evento, non conta quanto tempo trascorre, ma che un fatto avvenga.

Della scelta di Ofelia di non sacrificare sangue innocente è stata fatta una lettura contrapposta al racconto biblico del sacrificio di Abramo ed Isacco.

Altro
"Il Labirinto del Fauno" è la seconda parte di una trilogia informale di film fantastici ambientati durante la guerra civile e il dopoguerra spagnolo. Il primo film della trilogia è La spina del diavolo (sempre diretto da Guillermo del Toro), ambientato in un orfanotrofio infestato da un fantasma negli ultimi giorni della guerra civile.

La frase
- Vidal: "Dite a mio figlio a che ora è morto suo padre..."
- Mercedes: "Tuo figlio non saprà mai della tua esistenza!".


Fonte: http://it.wikipedia.org/, http://www.repubblica.it/

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Re: Il labirinto del fauno

Messaggio Da matrona il Sab Ott 03, 2009 4:19 am

mi ha sempre affascinato questo film
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