Zona Onirica

Namastè nella Zona Onirica

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Incenso

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Incenso

Messaggio Da matrona il Dom Ott 11, 2009 12:26 pm

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mito:
La dea Venere, decisa a vendicarsi di Apollo che l’aveva sorpresa con Marte, e che aveva rivelato tutto al marito Efesto, lo fece innamorare di Leucotea, figlia di Orcamo, re degli Achemenidi
Apollo, per starle vicino si materializzò nella sua stanza con le sembianze della madre, mentre la ragazza era intenta a lavorare al fuso, e il dio le rivelò la sua natura e il suo amore.
Il loro incontro divenne di pubblico dominio perchè, Clizia una ninfa innamorata del sole, vedendosi tradita volle vendicarsi, rivelando al re Orcamo, la tresca della figlia.
Quando Apollo venne scoperto, e venuto a sapere del tradimento puni Clizia trasformando nella pianta dell’Elitropio.
Il padre di Leucotea, offeso dal gesto della figlia, la fece seppellire viva sotto un cumulo di macigni; Apollo, disperato, dopo aver cercato inutilmente di riportare in vita la sua amata, le cosparse il corpo di un profumo delicato e all’improvviso il corpo si sciolse e intrise la terra, a pocco a poco spuntò una pianta, l’incenso.

Usato nei riti religiosi a Roma dove un sacerdote era preposto a portarlo all’altare dove alcuni grani venivano sparsi sul fuoco acceso


Ultima modifica di matrona il Dom Ott 11, 2009 1:18 pm, modificato 1 volta
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Re: Incenso

Messaggio Da matrona il Dom Ott 11, 2009 1:15 pm

Alcuni spezzoni sono da Wikipedia:

Dal latino ecclesiastico incensum, participio passato di incendere, accendere. Gommoresina che si estrae, mediante incisione della corteccia, da varie piante del genere Boswellia originarie dell'Abissinia, dell'Arabia occidentale e dell'India. Vanno per la maggiore: Boswellia frereana (Somalia), Boswellia papyrifera (Etiopia), Boswellia sacra (Arabia – il meglio viene da Oman e Yemen), Boswellia serrata (India).

Incenso è il nome genericamente attribuito alle oleoresine secrete da diverse piante arbustive che crescono nelle regioni meridionali della Penisola Arabica e delle antistanti coste dell'Africa orientale, la più importante delle quali è la Boswellia sacra.
L'incenso si presenta sotto forma di grani tondeggianti o irregolari, trasparenti, fragili, con odore aromatico. Riscaldato a 100 ºC rammollisce senza fondere e a temperatura più elevata si decompone svolgendo fumi bianchi dal caratteristico odore.
Contiene resine, gomme e olio essenziale; un tempo entrava a far parte di varie preparazioni farmaceutiche, oggi, oltre che nelle funzioni liturgiche, è utilizzato dall'industria dei profumi.
Nell'antichità questa resina era così preziosa da avere prezzi paragonabili a quelli dell'oro.

Fin dall'antichità, la forte domanda delle varie tipologie d'incenso e la loro elevata utilità marginale determinarono il sorgere di un importantissimo circuito commerciale in grado di determinare la nascita e il declino di numerose culture umane.
L'incenso, nelle sue numerose varianti, è stato infatti usato tanto a scopi medicinali quanto a fini devozionali, sia nell'area del bacino del Mar Mediterraneo, sia nelle regioni delle terre basse mesopotamiche, sia dell'altopiano iranico.

Bastoncini d'incenso in vendita al tempio buddhista di Nara, in Giappone
Le varie culture yemenite che, dal II millennio a.C. in poi, si sono succedute nell'organizzazione dei traffici legati a tali sostanze e nella loro commercializzazione, furono i regni di Saba, dei Minei, del Qataban, di Awsan e del Hadramawt.
Non infrequentemente i regni etiopici, come quello di Aksum, hanno invaso le aree sud-arabiche proprio per controllare in prima persona detta commercializzazione e avvantaggiarsene.
Un'ipotesi ancor oggi ampiamente accreditata (malgrado alcune critiche più recenti) lega il sorgere economico e spirituale della cittadina higiazena di Mecca al traffico dell'incenso lungo la dorsale carovaniera araba che metteva in collegamento la regione yemenita di Najrān con le coste del Mediterraneo gravitanti sulla città palestinese di Ghaza.

L'uso liturgico dell'incenso è attestato fin dalle epoche più antiche nel convincimento che agli dèi potessero essere graditi gli aromi degli olocausti prodotti dalle carni delle vittime sacrificali ma anche di prodotti vegetali.
Ancor oggi numerose religioni usano acquistare stabilmente questo prodotto per glorificare simbolicamente la divinità, mentre nei paesi arabi l'incenso conserva un ben preciso posto nella farmacopea popolare (ad esempio come espettorante, antisettico per mezzo di fumigazioni e inalazioni sfruttanti la gommoresina estratta dai rami e dalle foglie).

In Occidente, viene utilizzato l'olio aromatico estratto dalla resina gommosa. Nell'aromaterapia gli vengono attribuite proprietà rilassanti per la mente e per il corpo, oltre a quelle antisettiche, astringenti e antinfiammatorie. Viene consigliato nella cura dell'asma, del raffreddore, contro le rughe, l'ansia, la depressione.

Nel Vangelo secondo Matteo fu uno dei doni portati dai Re Magi al Bambino Gesù.
Secondo la tradizione simboleggia la divinità di Cristo.

Attualmente il consumo di incenso è in forte contrazione;il periodo di più larga diffusione si ebbe negli anni 30 e 40 del secolo scorso.Una parte importante dell'incenso proveniva dalla Migiurtinia,territorio della Somalia Italiana e veniva commercializzato sul mercato di Aden.
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