Zona Onirica

Namastè nella Zona Onirica

Un Luogo nascosto nei meandri della nostra coscienza...
ai confini del mondo tangibile...
dove i pensieri e le passioni sono più concreti della realtà che ci circonda.



Un Movimento Culturale & Sociale, un luogo, un modo di essere... di pensare.
Apolitico, Aconfessionale, non ha scopi di lucro neanche indiretti.
Esso focalizza l’attenzione su tre determinati obiettivi e si mobilita per conseguirli:

GURDARE...

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Atto VI - Sogno premonitore

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280210

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Atto VI - Sogno premonitore




L'amica di Clara decide di non lasciarla per la notte, e con lei dormir con lei vuole. Ma nella tranquillità amara della notte, Clara ha un incubo premonitore, di morte e dolore.



Il sogno premonitore

La mia amica lasciar non mi vuole
anche se il suo stato nel cuore mio duole:
non sarà facile quando verrà la fine
il nostro legame non può finire.

Ma la rassegnazione non vien meno
poiché la morte a nessun esser guarda in viso
e sazia sarà
quando la mia anima ladra prenderà.

Dopo aver trascorso tempo a parlare
e a dimenticare
ricca di conforto e di protezione
ella dormir con me vuole.

“Questa notte con te resterò
e i tuoi sogni proteggerò.”

“Non sei obbligata a farlo”, risposi

“Sciocchezze tu esponi,
andarmene e lasciarti non potrò
e con te nella notte dormirò.
Ora riposati, e che la notte porti consiglio
a questo cor tanto afflitto”.

E con un sorriso ci separammo in stanze diverse,
la mia casa ci ospiterà in queste ore avverse,
e sogni gloriosi faremo
finchè il giorno scorgeremo.

Presi sonno profondamente ma col pensiero,
poiché stanca delle lacrime amare ero,
ma un incubo aleggiava nell'aria come un gelido vento,
e nella mia mente prese il sopravvento.

Un viso magnetico scorsi nel buio,
e nell'abisso del mio sogno era oscuro,
maledettamente orrendo e distruttore,
crucciato e desolatore,
con occhi completamente neri come la pece
e un orrenda paura mi fece.

Comparvero denti aguzzi nelle fauci della sua bocca,
e una lingua biforcuta di serpente da essa trabocca.
Delle ali di pipistrello insanguinate uscivano dal suo dorso,
e il suo corpo altissimo e muscoloso era come un orso.

Sagace mi individuò
e ad un tratto con cattiveria mi guardò.
Spalanca le unghie forti dalle sue dita,
e il suo indice verso di me addita.

Io ero immobile e spaventata
legata ad una croce e dalla paura agghiacciata.

Fa un sorriso odioso di scherno,
e verso di me corre velocemente e di scatto,
allarga il braccio e mi ferisce l'addome,
le sue unghie sento nel mio cuore.

Un dolore immane mi sveglia
e la mia amica nel suo dormiveglia
dal letto alzarsi vuole,
per venirmi incontro nel mio dolore.

Le mie urla la spaventano
come le civette nel plenilunio che avvisano
un futuro austero e terrorizzano.

“Clara cosa mai ti accade!”
e scoprendo le mie coperte, tace,
poiché il mio addome davvero sanguina lento
e il terrore nel suo cuor io sento.
“Per Dio ma tu sanguini”
quattro erano gli squarci,
il mio sogno allora era vero,
quasi ai miei occhi non credevo!
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Teresa

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Messaggio il Sab Mar 06, 2010 11:14 am Da matrona

O\\\\\\\\\\\\O

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