Zona Onirica

Namastè nella Zona Onirica

Un Luogo nascosto nei meandri della nostra coscienza...
ai confini del mondo tangibile...
dove i pensieri e le passioni sono più concreti della realtà che ci circonda.



Un Movimento Culturale & Sociale, un luogo, un modo di essere... di pensare.
Apolitico, Aconfessionale, non ha scopi di lucro neanche indiretti.
Esso focalizza l’attenzione su tre determinati obiettivi e si mobilita per conseguirli:

GURDARE...

OLTRE LA CONOSCENZA E LO SPIRITO

OLTRE LA VERITA' E LA SOLITUDINE

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Atto VII - Lo spavento

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010310

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Atto VII - Lo spavento




Clara si specchia il ventre, e non osa credere ai suoi occhi: il sogno era reale e malefico. La sua amica è spaventata e non riesce a spiegare l'accaduto. Come una pecora muta di fronte al suo tosatore, Clara resta in silenzio, e parole alla sua amica non osa pronunciare. Si avvia verso il bagno e benedice la sua vita che sta volgendo al termine, poichè solo la morte la libererà dal laccio del maligno, pensando di essere da lui impossessata.



Lo spavento

Impietrita rimasi dal dolore,
e tanto mal provavo nel cuore.
Lo spavento incalzava
e la mia amica pietrificava
da una paura orrenda,
che convincer non faceva
che tutto era reale,
in questa nebbiosa aria
di follia
che trafiggeva la mente mia.

Con un colpo sulla guancia,
e la sua mano sulla mia pancia,
mi riportava dall'aldilà dell'incubo,
dall'abisso del profondo sogno cupo.

“Clara, rispondi alla mia voce,
resta con me!”, mi disse con un fil di voce.

Dallo spavento mi ripresi,
ma di scatto scesi
dal mio letto dritta a specchiar
il mio corpo e rimembrar
il mio incubo reale,
a quanto pare.

“Per l'amor di Dio” soggiunsi,
“ma cosa mi sta accadendo in quest'ora buia”, non mi convinsi.

La mia vestaglia tutta insanguinata alzai
e il mio ventre allo specchio mostrai.
Gli occhi spalancai dal terrore,
e le mie mani provavano orrore
a sfiorar le mie ferite aperte,
che di colpo guarirono ma coperte
ancor di sangue le cicatrici,

“Cosa ti sta accadendo Clara, mi dici?”.

Subito con i miei occhi sbarrati “Spiegarlo non oso!”risposi,
sulla sedia dinanzi allo specchio mi posi
e lei si avvicinò con le braccia conserte e dalla paura
soggiunse con ostile premura:

“Qual maleficio è mai questo,
Satana col suo pensier infesto
maledir la tua anima è venuto,
e superbamente nel sogno con te ha combattuto!
E le tue ferite si son richiuse,
e tremendamente le nostre menti ha lasciato confuse.”

E io risposi senza tregua:
“Questa volta spiegar non oso,
e maledir la mia corta vita tenebrosa,
non posso giacchè molto presto arriverà la fine,
e contenta son dei mie ultimi giorni di confine
tra morte e vita maledette insieme,
perchè viver questo destino oscuro e satanico non mi conviene.”

A quelle parole la mia amica rimase di stucco,
l'orologio a pendolo risuonò il suo ultimo rintocco
e si fermò.
Ma la paura non mi spaventò,
quando entrambe guardammo verso di esso.

“L'orologio si è fermato” in silenzio nella mente penso,
e guardo in terra,
tra il bene e il male è in vista una guerra,
ma pensar non voglio!

E con cordoglio proseguo
verso il bagno con passo lento inseguo
la mia forza spirituale
e mentale
che pian piano scompare
e mi lascia da sola in questo mare
sperduto senza speranza,
dove il diavolo in me inciampa.
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Teresa

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