Zona Onirica

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I vizi capitali

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I vizi capitali

Messaggio Da matrona il Gio Mar 18, 2010 12:36 am


Otto Dix: i sete vizi capitali (1933)

Per il vocabolario, la parola Vizio, è la pratica costante di ciò che è, o viene considerato male.
Stabilire che cosa sia un vizio equivale, infatti, a dire che cos'è moralmente giusto o cosa è sconveniente.

Il concetto del vizio era conosciuto già nella antica Grecia, infatti, nel mito di "Ercole al bivio", per esempio, si pone l'eroe alla scelta di seguire un percorso (indicato dalla Aphrodite o una donna seminuda) o l'altra (indicato dalla dea Atena o una donna intellettuale o con simboli "buoni").

Con l'era cristiana, il concetto di vizio cambia, e diventa la ripetizione non occasionale del peccato.
I 2 concetti non vanno confusi, poiché il peccato è invece l'atto singolo e occasionale, quindi il vizio è più grave.
In più, il vizio, con il cristianesimo, viene legato al concetto di divinità, infatti prima l'uomo peccatore andava contro le leggi civili, ora l'uomo peccatore va contro le leggi divine o contro il dio stesso.

La storia dei vizi, però, non inizia con l'inizio del cristianesimo, ma all'inizio del medioevo grazie hai monaci e frati, che stilarono una "lista" di eccessi che un devoto al dio non deve compiere, verso il cammino della purificazione e della purezza.
Queste azioni vengono definite "capitali", poiché si ritiene che da queste derivino tutti gli altri peccati.

Nel vangelo di Marco, Gesù stesso fa un elenco di 12 comportamenti viziosi:fornicazione; furto; omicidio; adulterio; cupidigia; malvagità; inganno; impudicizia; invidia; calunnia; superbia; stoltezza;
San Paolo, nella "lettera hai romani" ne aggiunge altri, fino ad arrivare a 21, anche se molti solo ripetizioni, inoltre è il primo a ritenere la "carne" la causa di tutti i vizi.

Ma la vera nascita si ha nel IV secolo, grazie al monaco Evagrio Pontico, che li chiamò " Gli otto spiriti di malvagità" enunciando dal meno gravi al peggiore: gola; lussuria; avarizia; tristezza; ira; accidia; vanagloria; superbia;
http://www.benedettineitaliane.org/notizie/Evagrio%20Pontico-Gli%20otto%20spiriti%20malvagi.pdf

L'elenco però fu riscritto da Gregorio Magno (papa tra il 590 e il 604 d.C.), che nella "lista" unì la tristezza nell'accidia e aggiunse l'invidia.
I vizi rimasero 8, ma con uno schema di 7+1, poiché, secondo lui, la superbia era la radice di tutti i vizi.

Nella ricerca dell'origine dei vizi Tommaso d'Acquino (1225 - 1274) diceva che l'uomo è mosso dal desiderio di conquistare 4 cose e fuggire da 3:
-desiderare conquistare l'onore e se esagera in questo desiderio diventa superbo; vuole mantenersi vitale e continuare la sua stirpe ma se eccede ecco la gola e la lussuria; desiderare avere dei beni, corre il rischio di diventare avaro;
-dovrebbe inseguire la propria crescita spirituale, se no sopraggiunge la accidia; dovrebbe godere della gioia altrui, ma si rode nell'invidia; dovrebbe amare il prossimo eppure si lascia guidare dall'ira;

Verso la fine del XXII viene istituita la confessione dei peccati obbligatoria una volta all'anno per i fedeli, e viene istituita la "lista" com la conosciamo oggi (gola; lussuria; avarizia; ira; accidia; superbia), come linea per interrogare i fedeli.

Nel 1705, l'illuminista Bernard de Mandeville,scrisse un poemetto "La favolo delle api, ovvero vizi privati, pubbliche virtù", in cui si teorizzava che il male in realtà è ciò che ci rende creature sociali e che quindi è positivo.
http://it.wikipedia.org/wiki/La_favola_delle_api
http://scuola.zanichelli.it/online/lezionidifilosofia/files/2010/01/U6-L02_zanichelli_deMandeville.pdf

Un secolo più tardi, il filosofo Immanuel Kant introdusse il concetto di virtù (dovere) e di vizio (trasgressione),come lo conosciamo odiernamente.
Sigmund Freud, al vizio, invece, gli tolse il suo significato morale e gli diede un significato medico, in modo da renderlo una malattia della psiche curabile.

Nel 2008, il monsignore Gianfranco Girotti, reggente della Penitenzieria Apostolice (che si occupa appunto della disciplina delle confessioni), propose di aggiungere nuovi "vizi" moderni: la manipolazione genetica; l'inquinamento; l'arricchimento eccessivo; compravendita e l'uso di droghe; promuovere l'ingiustizia sociale; causare la povertà.
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Re: I vizi capitali

Messaggio Da matrona il Gio Mar 18, 2010 1:43 am

Avarizia

Questo vizio è generalmente condiviso in 2 aspetti:
L'avarizia,ossia l'accentuata inclinazione al risparmio accompagnata alla scarsa propensione a condividere con gli altri ciò che si possiede.
La cupidigia, ossia la tendenza ad accumulare denaro e\o beni materiali in maniera nettamente superiore al necessario.
Una possibile causa dell'avarizia è costituita dal considerare il denaro come il metro del proprio successo. Una delle altre cause è il bombardamento dei modelli dei personaggi TV: di successo, ricchi, ben vestiti, che vivono in appartamenti lussuosi.

Invidia

L'invidia è un emozione molto diffusa, che scaturisce dal confronto della propria condizione fisico\sociale, rispetto ad un coetaneo o un'altra persona.
L'invidia è il desiderio di avere ciò che ha l'altro o il desiderio che l'altro lo perda e si manifesta in 2 modi: il disprezzo e la denigrazione dell'oggetto desiderato; la sua distruzione con atti vandalici.
La causa scatenante dell'invidia è una bassa o carente auto-stima, un senso di inferiorità rispetto all'alta persona o oggetto posseduto.

Superbia

La superbia, si può dire che è il contrario dell'invidia, infatti la persona superba è consapevole dei suoi pregi e li esalta al massimo, al contrario dell'invidioso che non li conosce e li cerca altrove.
Chi è superbo ricerca la perfezione, quindi perennemente insoddisfatto.
La superbia è spesso accompagnata all'arroganza e all'ingratitudine, al sarcasmo e all'uso di parole pesanti, impedendo a gli altri di vedere i propri pregi e bontà.

Lussuria

Chi è lussurioso non ha freni inibitori rispetto alle pulsioni sessuali ed erotiche.
Certe persone fanno abuso del sesso, per svariate ragioni che non sia il piacere, per esempio per non pensare hai propri problemi o per colmare i vuoti sociali, infatti i problemi di sesso, sono spesso delle patologie mentali.

Ira

L'ira è una buona amica dell'invidia.
Chi è iroso si arrabbia con facilità e passa dalle offese verbali a quelle fisiche in pochi secondi.
Alla base dell'ira, c'è la naturale rabbia di chi subisce un torto, che ci permette di non rimanere indifferenti quando le cose non vanno come si deve.
L'ira non è solo un'emozione mentale, ma più che altro fisica, come l'aumento del battito cardiaco, con le espressioni del volto(arrossamento del volto), i cambiamenti della voce(diventa più acuta).
La causa dell'irosità di alcune persone, sta nella mancanza di auto-controllo e nella mancanza di buona educazione.

Accidia

L'accidioso non è nient'altro che l'ozioso,il fannullone,è colui che rimanda sempre, sottovaluta l'importanza di certe questioni e affronta le sue responsabilità con leggerezza e superficialità.
Nei casi più gravi, trascura anche se stesso, rifiuta nuove esperienza, di umore pessimistico che gli leva ogni speranza ne futuro (da qui il collegamento con la tristezza medievale).

Gola

La gola è l'avidità del cibo, ma anche l'anticipazione dei pasti, incapacità di rinunciare a certi alimenti anche costosi.
Il vizio della gola è causato dalla soddisfazione che da il mangiare, una gratificazione hai problemi di un'attività spiacevole, basti pensare dopo che si è stati mollati dall'amato, si tende a mangiare di più.
Il modo migliore per combattere questo vizio sta nello scoprire la causa scatenante e rimediare.
Tra i casi più gravi troviamo l'anoressia o la bulimia
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