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Il finale: guida alla lettura

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Il finale: guida alla lettura

Messaggio Da Mik Darko il Ven Giu 04, 2010 1:46 am

Certezza: l’interpretazione del finale di Lost non è semplice. Il che, oltre a farmi piacere (chiamavo a gran voce un finale aperto), dimostra due cose.

Uno: il modo in cui abbiamo accolto il series finale dipende come abbiamo scelto di vivere l’esperienza Lost : da uomini di scienza che vogliono tutte le risposte o da uomini di fede? Se rispondete “scienza” non siete in linea con la scelta degli autori: ci mettono 6 stagioni a far accettare la fede all’uomo di scienza, Jack, la cui razionalità fa capolino fino all’ultimo per fargli rifiutare la “rivelazione”. Ma alla fine ce la fanno. Ripaghiamoli di questa fatica, poveretti.

Due: se il finale fosse stato esaustivo (come molti si aspettavano a questo punto non saremmo qui a discuterne. E a chi pensa che siamo qui perché Lost è solo un esperimento mediatico ricordo che il finale doveva per forza essere già stabilito. Nessuno avrebbe prodotto la serie se non avesse saputo che l’isola, il percorso dei protagonisti, i flashback e quant’altro (qui sì che ci sono state delle aggiunte strada facendo) erano metafore di un viaggio (interiore e non) e dei conflitti della natura umana (vita/distruzione, scienza/fede, destino/libero arbitrio, ecc.).
Non si produce una serie su un disastro aereo e un’isola soprannaturale se si sa come inizia ma non si sa come finisce.
Non è stato quindi il finale ad essere “incollato” agli ultimi dieci minuti: sono stati tutti gli approfondimenti intermedi ad essere inseriti durante il percorso (com’è noto, ad esempio, il personaggio di Ben doveva comparire solo nei panni di Henry Gale, che poi si rivela uno degli Altri). Sono aggiustamenti di rotta che fanno tutti, sempre, in base agli sviluppi narrativi (e ovviamente anche in base alle reazioni di pubblico e critica).

La natura stessa di Lost ha dato vita al meccanismo di domande e teorie che tutti conosciamo. Non lo si poteva tradire nel finale. Ecco perché non dobbiamo preoccuparci tanto delle risposte, quanto delle domande e della spiegazione che noi diamo loro. Rivedendo la serie, le spiegazioni ci sono: gli episodi sono disseminati di indizi, riferimenti, citazioni e metafore che possono portare ognuno di noi alla “verità”.
Non discutibile su quanto ci viene spiegato esplicitamente, da interpretare e collegare liberamente su tutto il resto. Ecco perché lo spiegone che segue non ha alcuna pretesa di essere definitivo, anche se spero chiarisca a chi è arrabbiato perché non ha avuto le risposte che il valore di Lost non è nelle spiegazioni (che arrivino o meno), bensì in quello che è stato capace di farci fare: pensare, riflettere, leggere, confrontarci.

Ed ecco perché prima di scrivere il mio non ho voluto leggere gli spiegoni altrui (come quello del presunto sceneggiatore di Lost che avrebbe spiegato il finale sul forum, che Televisionando ha tradotto). Non li ho letti perché volevo tenermi il mio, di finale. Quello del mio Lost.

Lost, il cui “cerchio” era chiuso fin dal principio: inizia e si conclude con il dettaglio dell’occhio di Jack (e non con le immagini di un aereo schiantato, quelle non c’entrano, come hanno spiegato qui).

Jack: il personaggio designato a ricoprire l’archetipo dell’eroe per la maggior parte del tempo e designato a condurci per mano lungo l’arco della narrazione. Jack: l’uomo di scienza che alla fine abbraccia la fede (avete presente una certa Scully?).

Isola, equilibrio e bomba
L’isola è un luogo designato a mantenere l’equilibrio: “fa da tappo” (letteralmente: è un tappo, quello che Desmond toglie e Jack rimette!) al “Male”, impedendogli di spargersi per il mondo e (cito) “distruggere tutto”. Il Male è quindi inteso come distruzione ed è collegato alla grande energia racchiusa dall’isola, potenzialmente distruttiva (Charlotte ed altri muoiono perché esposti troppo a lungo ad uno dei suoi effetti: i salti temporali). Si tratta della stessa energia che Widmore e il Progetto Dharma avrebbero voluto sfruttare a proprio vantaggio (facendo una brutta fine: l’uomo non tocchi ciò che non gli appartiene).
Non sappiamo se i fenomeni legati all’elettromagnetismo e all’energia abbiano basi “scientifiche” o “mistiche” (scegliete voi), fatto sta che influiscono sullo spazio e sul tempo. A questo io riconduco il famoso “ha funzionato”: l’esplosione della bomba ha riportato al presente quelli rimasti intrappolati negli anni ‘70.

Luce e Distruzione, Jacob e i candidati
Poiché la Luce è la scintilla vitale (parole della Madre), la fonte stessa della Vita, se viene fermata la Distruzione rimettendo il famoso “tappo”, la Luce torna a splendere e l’isola continua ad essere il luogo designato al mantenimento dell’equilibrio fra le due forze. Se l’equilibrio venisse spezzato, tutto verrebbe distrutto; quindi la Luce che si oppone alla Distruzione va protetta. Per farlo viene designato qualcuno che diviene immortale (altrimenti non potrebbe svolgere il suo compito per un tempo accettabile), e che poi si sceglie un sostituto, come fa la Madre (protettore) con Jacob (candidato). Jacob ne sceglie diversi: è il protettore dell’isola ad attirare i naufraghi (di vario genere, e in varie epoche) e Jacob decide di influire sul destino dei suoi prescelti facendo sì che si ritrovino sul volo 815. Li seleziona tutti prima del volo, scegliendoli perché sono persone infelici che hanno bisogno di un’altra occasione. E li contatta, se ci fate caso, in momenti legati ai “picchi” della loro infelicità. Per offrir loro una seconda chance.

Isola o Los Angeles?
La realtà dell’isola (perché l’isola è reale) ed i legami che si creano fra chi vi arriva offrono un’opportunità di riscatto, ovvero la “realtà alternativa” di Los Angeles… che non è affatto una realtà. I fatti sono quelli che accadono sull’isola. I processi di espiazione, i momenti in cui si affrontano le proprie paure ed i propri demoni e si ha l’occasione di fare scelte differenti avvengono nei flash-sideways di Los Angeles. È quella, dunque, la zona intermedia, il limbo, la fase in cui i personaggi sono sospesi fra due mondi. Quando sono pronti ad accettare la propria morte e hanno svolto i propri compiti, passano da un mondo all’altro. Non è un concetto così bizzarro: ci sono centinaia di racconti, film e telefilm che parlano di legami con la vita terrena, che si spezzano solo quando i cari estinti non hanno più “questioni in sospeso”. Ecco perché Ben non c’è, nella chiesa, insieme a Mr. Eko, Michael e Ana Lucia: Ben dice di avere ancora questioni in sospeso (Locke lo perdona, ma lui non perdona se stesso); Eko aveva già risolto con la fede, non ha bisogno di passaggi intermedi, mentre Michael non può averne perché è intrappolato, ancorato alla realtà terrena di “morto vivente” a causa delle sue gravi colpe (forse ci sarà possibilità di redenzione anche per lui, ma non lo sappiamo) e Ana Lucia probabilmente è ancora lontana dall’obiettivo. Come sempre, ognuno ha i propri tempi e il proprio percorso da seguire. Ma gli assenti potrebbero anche essere stati selezionati per non legarsi agli altri sopravvissuti: possiamo scegliere l’interpretazione che preferite. Calzano entrambe.

Andare avanti, passare oltre
Una volta trovata la pace, Jack muore sull’isola, da eroe, con accanto Vincent (perché non è vero che si muore da soli: il cane simboleggia consolazione e speranza). E muore solo dopo aver identificato e portato a termine il suo compito terreno: quando nella serie viene detto che “l’isola non ha finito” con qualcuno, si fa riferimento alle sfide e alle prove che ciascuno deve affrontare per trovare il proprio compito nella vita e portarlo a termine. Ottenendo in premio la famosa seconda occasione che, se accolta, permetterà di “andare avanti” (cito Christian), di passare oltre.
La natura di ciascun personaggio nel “limbo” è fedele a se stessa: nei flash-sideways tutti vivono una vita uguale o contraria a quella che hanno realmente condotto (Sawyer truffa / dà la caccia ai criminali; Jack ha problemi con la figura paterna / è un padre premuroso; Hurley pensa di non essere accettato / guida i suoi amici verso la rivelazione e la pace; Claire vuole dare Aaron in adozione / i genitori adottivi si tirano indietro e lei deve tenere il bambino, cosa che spiega anche perché il medium le aveva predetto che doveva crescerlo lei: faceva parte del suo percorso. E così via…).
Così, quando Jack è pronto il ritrovato padre gli spiega come stanno le cose (bisogna portare a termine il proprio compito, per avere le risposte…): quella chiesa è un luogo creato da lui e dagli altri per ritrovarsi, la “riunione” non ha datazione (alcuni sono morti prima di lui, altri molto dopo), ecc. Così Jack esce dal limbo, accettando il sacrificio della sua vita perché la scintilla vitale tornasse a splendere, la distruzione si fermasse e alcuni dei suoi amici si salvassero. L’aereo che Jack vede volare poco prima di spegnersi, sorridendo, è il volo Ajira con il quale i sei sopravvissuti si salvano.

Questo è “il succo”, naturalmente. Tutto il resto (orsi polari inclusi: molti chiedono degli orsi polari… Ricordate le enormi gabbie installate dalla Dharma, che aveva portato sull’isola animali di varie specie per condurre esperimenti?)… Tutto il resto, dicevo, può trovare una spiegazione rivedendo tutti gli episodi dal punto di vista del finale. Avete presente Il sesto senso o The Others? Ecco: è la stessa cosa. Solo che qui ci sono ben 6 stagioni da rivedere e ripensare, non 120 minuti…

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