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Donne soldato, donne prete. Di femminile restera' solo la bruttezza

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Donne soldato, donne prete. Di femminile restera' solo la bruttezza

Messaggio Da matrona il Lun Ott 18, 2010 8:08 pm

Dopo l' esercito, anche la Chiesa finira' per dire si' alle sacerdotesse. Ma l' ostacolo insuperabile sulla via della parita' sara' l' estetica TITOLO: Donne soldato, donne prete. Di femminile restera' solo la bruttezza - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Chissa' se le donne, la maggioranza delle donne, davvero desideravano questo nuovo passo che si compie in direzione della parita' . Chissa' se davvero ci tenevano a fare il militare, sia pure . per ora . soltanto volontario. E' vero che la signora Finocchiaro, ministro per le Pari opportunita' , ha subito sollecitato per le soldatesse esattamente gli stessi compiti dei soldati, ma la sua e' risuonata un poco come una voce nel deserto. A parte il piccolo manipolo delle aspiranti militari che da sempre si da' da fare in questo senso, tutto intorno tace. E a essere sinceri, anche il coerente, forse obbligatorio e a prima vista un po' eroico intervento della Finocchiaro e' sembrato in realta' piu' rivolto a carriera e gradi che non alla prospettiva dei compiti peggiori: a generalesse e ammiraglie piuttosto che a battaglie, imboscate, feriti e morti, a soldatesse insomma buone soprattutto per i tempi della pace piuttosto che per quelli di guerra. L' apertura delle Forze armate e' venuta dunque come un regalo un po' inaspettato, forse avvelenato; in linea, certo, con le istanze femministe, e tuttavia concessa senza che ci sia stato bisogno di manifestazioni, barricate o scioperi. Ben vi sta, penseranno in molti (uomini), augurandosi probabilmente che da volontario il servizio diventi presto obbligatorio. Sono i problemi della parita' che, malgrado l' entusiasmo dell' apposito ministro, non offre sempre rose e fiori, tanto che un dicastero che s' impegna per l' uguaglianza tra uomini e donne potrebbe alla fine, paradossalmente, scontrarsi con la difficolta' di far accettare fino in fondo alla parte femminile le conquiste meno gradevoli. Sono i dispiaceri delle pari opportunita' tra le quali purtroppo non e' consentito scegliere come da un cestino di cioccolatini. Un' altra di quelle parita' , invocata, cosi' sembra, piu' che altro da una minoranza specializzata in questioni di principio, ma che, quasi certamente, prima o poi tocchera' , e' il sacerdozio. E' prevedibile che il Vaticano finira' per concederlo alle donne esattamente per lo stesso motivo per il quale viene loro aperto il servizio militare: per rimpinguare le file lasciate vuote dagli uomini, fuggiti verso il servizio civile o ormai stanchi di vocazione e celibato. Niente a che vedere dunque con il femminismo, equidistante probabilmente dai pensieri dei ministri della Difesa quanto da quelli dei pri' ncipi della Chiesa. Parita' sacrosante, o piuttosto doverose, l' una e l' altra: appunto perche' non e' permesso scegliere. Ma potendolo fare, avremmo davvero voluto andare a combattere e vorremmo davvero dire messa? E se per la messa si puo' ancora capire l' attrazione, quella del soldato sembra proprio una scelta difficile da comprendere in una donna. A meno che non c' entri il fascino della divisa, delle stellette, dei berretti o, magari, delle armi. E quando tutto sara' spianato in perfetta e forse anche beneaccetta parita' , soldati e soldatesse, sacerdoti e sacerdotesse, signore vescove e colonelle, cosa restera' in fondo al cammino? La capacita' di procreare come unica e ultima differenza tra i sessi oppure anche un' altra, cui accennava recentemente una soubrette televisiva, piu' triste, piu' pesante, piu' inamovibile, piu' discriminante, vale a dire la bruttezza? Bruttezza . cui si potrebbe aggiungere vecchiezza . accettata, a volte perfino lodata in un uomo (il tanto citato "brutto ma affascinante"), ma detestata, sempre irrisa in una donna. E non s' intendono qui le bruttine stagionate, che con trucco, pettinature, vestiti e massaggi si possono benissimo accomodare, ma i casi conclamati: una signora pur brava, pur intelligente, ma con una stazza alla Maurizio Costanzo chi la vorrebbe? E chi si prenderebbe, con tutto il rispetto parlando, per esempio, un Curzi oppure un Banfi o anche un Funari in gonnella, non dico in televisione, ma anche solo nella vita privata? Discriminazione, quella estetica, che sembra la piu' insuperabile di tutte, per la quale non possono esserci ministeri ne' provvedimenti, immutabile come una legge della natura. Unica speranza per uscirne e' che cambino i canoni della bellezza, i quali in effetti un poco alla volta cambiano, ma mai tanto da realizzare l' impossibile: che la brutta non sembri piu' brutta, che la chiattona e la tardona piacciano non solo allo specializzato solista, ma a molti che ne dicano: "Pero' , com' e' affascinante".

Bossi Fedrigotti Isabella
http://archiviostorico.corriere.it/1996/settembre/29/Donne_soldato_donne_prete_femminile_co_0_96092912171.shtml
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