Zona Onirica

Namastè nella Zona Onirica

Un Luogo nascosto nei meandri della nostra coscienza...
ai confini del mondo tangibile...
dove i pensieri e le passioni sono più concreti della realtà che ci circonda.



Un Movimento Culturale & Sociale, un luogo, un modo di essere... di pensare.
Apolitico, Aconfessionale, non ha scopi di lucro neanche indiretti.
Esso focalizza l’attenzione su tre determinati obiettivi e si mobilita per conseguirli:

GURDARE...

OLTRE LA CONOSCENZA E LO SPIRITO

OLTRE LA VERITA' E LA SOLITUDINE

OLTRE LE EMOZIONI E I SOGNI


Decidi se farvi parte...

Gustavo Adolfo Rol

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Gustavo Adolfo Rol

Messaggio Da Mik Darko il Dom Lug 19, 2009 11:13 pm

In ogni epoca Uomini e Donne straordinari, hanno "aperto nuove finestre" su quello che l'uomo per convenzione ha definito "normale", richiamando l'attenzione della persona a "qualcosa" di familiare che lo riguarda: l'eternità.



Gustavo Rol è un uomo che Dio ha mandato fra di noi per renderci migliori» Franco Zeffirelli

«Rol sfugge alla nostra possibilità di comprensione. È un mistero» Cesare Romiti

«...un individuo dotato di poteri incredibili» Guido Ceronetti

«... una personalità fra le più sorprendenti del secolo» Alberto Bevilacqua

«... è il più indecifrabile e fascinoso enigma in cui mai mi sia imbattuto» Roberto Gervaso

«Tra le persone a cui rivolgo una preghiera quando sono in difficoltà c'è anche lui...» Vittorio Messori

«All'incredibile Rol, che sarà credibile solamente dopodomani» Jean Cocteau (dedica)

«Sono rimasto sbalordito, ma niente affatto sgomento: anzi, consolato ed arricchito» Valentino Bompiani

«A Gustavo Adolfo Rol che cammina come un illuminato sulla geografia dell'inconoscibile» Pitigrilli (dedica)

«Al dottor Rol, con ammirazione per il suo lavoro ultra-umanitario» Vittorio Valletta (dedica)

«Quell'uomo legge nel pensiero e non possiamo rischiare che i segreti dello Stato francese vengano a conoscenza di

estranei» Charles De Gaulle

«Gustavo era un essere meraviglioso che manca a tutti noi e che ci ha lasciato esperienze incredibili, emozioni uniche e straordinarie...» Valentina Cortese

«...è l'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene» Federico Fellini

«Un personaggio...dietro al quale si nascondeva un'entità inafferrabile» Tullio Kezich

«Religiosissimo, credo che appartenga al filone dei «santi laici» piemontesi, come Frassati e Savio...» Nico Orengo

«Qualcosa di benefico si irraggia sugli altri. È questa la caratteristica immancabile...dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale, e di conseguenza all'autentica bontà» Dino Buzzati


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La Vita

Messaggio Da Mik Darko il Dom Lug 19, 2009 11:14 pm

Gustavo Adolfo Rol nasce a Torino il 20 giugno 1903, giorno della Consolata. La famiglia è agiata, il padre, Vittorio, è un noto avvocato che nel 1909 sarà nominato, per quasi un ventennio, direttore della sede di Torino della Banca Commerciale Italiana. La madre, Martha Peruglia, è figlia dell'avv. Antonio presidente del tribunale di Saluzzo. Gustavo ha due fratellini, Carlo, nato nel 1897, e Giustina, nata nel 1900. Una terza sorellina, Maria, arriverà nel 1914.
Si racconta che Gustavo non abbia parlato fino all'età di due anni, fino a quando non lo trovarono aggrappato al caminetto della casa di campagna, dove, di fronte ad un'immagine raffigurante Napoleone a Sant'Elena, piangeva e gridava: "Poleone, Poleone" E infatti la figura di Napoleone gli sarà strettamente legata per tutta la vita, diventando un collezionista di rilievo internazionale di cimeli napoleonici, un esperto delle campagne, delle battaglie e delle imprese napoleoniche. Già in terza elementare sapeva tutto sull'Imperatore, mentre al liceo sapeva descrivere con minuzia di particolari lo svolgimento delle battaglie, dando l'impressione di avervi assistito personalmente.

Qualcuno si è spinto addirittura a ipotizzare che potesse essere la reincarnazione dell'Imperatore francese, ma Rol ha smentito categoricamente questa interpretazione in più occasioni, chiarendo di avere grande ammirazione e stima, oltre che profonda conoscenza storica del personaggio. Fatti singolari in relazione all'Imperatore sono numerosi. Per esempio negli anni trenta, a Parigi, stava passeggiando in una strada quando, spinto istintivamente ad entrare in una casa, chiese al portinaio di condurlo nelle cantine, che avevano il pavimento di terra battuta, e lì, fattosi consegnare una pala da quel tizio che lo guardava in modo interrogativo, dissotterò uno splendido busto di marmo di Napoleone (qui sopra raffigurato). Nella Palazzina di caccia di Stupinigi, una pregiata residenza dei Savoia appena fuori Torino, è conservato un prezioso dono di Rol, la carrozza con la quale Napoleone da Parigi si recò a Milano per essere incoronato re d'Italia. Rol l'aveva acquistata a Marengo, dove l'Imperatore l'aveva l'asciata perché si era rotta ed aveva fretta di ritornare in Francia.Gustavo Rol passa la sua infanzia tra Torino e San Secondo di Pinerolo, dove la famiglia aveva una residenza del '700. Inizialmente di carattere chiuso e con modesti risultati scolastici, si appassionerà in seguito allo studio e alla musica, imparando a suonare il pianoforte senza mai aver preso lezioni e perfezionado la conoscenza del violino. Negli anni di liceo conosce il beato Pier Giorgio Frassati e la sorella Luciana, stimata poetessa, di cui sarà amico tutta la vita. Nel 1921 intraprende la carriera giornalistica. Nel 1923 si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza alla Regia Università di Torino, dove si laureerà qualche anno più tardi (in seguito studierà anche scienze commerciali a Londra e si interesserà di biologia, con il sostegno del premio nobel Jacques Monod che conobbe a Parigi negli anni'50).

Lo stesso anno, si iscrive al Corso Allievi Ufficiali di complemento, l'anno successivo è nominato sottotenente e quindi congedato. Tra il 1925 e il 1930 è in giro per l'Europa in qualità di dipendente delle filiali Comit: Marsiglia, Parigi, Londra e Edimburgo. A Parigi, in un café, conosce la ragazza che poi diverrà sua moglie. Si chiama Elna Resch-Knudsen, norvegese, figlia di un capitano di marina e nipote di un ministro di Stato. Gustavo era solito presentare Elna con orgoglio, facendo notare che ben 17 Re facevano parte della sua famiglia. Passeranno circa tre anni da quell'incontro al loro matrimonio, avvenuto a Torino, nella chiesa di San Carlo in Piazza San Carlo, il 17 dicembre 1930. Alla fine degli anni '30 Rol acquista un alloggio in via Silvio Pellico 31, dove abiterà fino alla morte. Il periodo di Parigi è quello cruciale della sua vita: qui le sue ricerche, iniziate a Marsiglia, sfociano in quella scoperta che farà di lui una delle persone più enigmatiche del XX secolo.

Il 28 luglio 1927 scriverà sul suo diario: « Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale ed il calore. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla! ». Inizia un periodo di crisi profonda che lo porta a rifugiarsi in un convento. Dopo tre mesi sua madre lo va a prendere, dicendogli di sfruttare queste possibilità per fare del bene al prossimo. E così comincia la sua fama di "sensitivo". Conosce tra gli altri Einstein, Croce, Fermi, Picasso, Dalì, D'Annunzio, Cocteau, Krishnamurti. La sua nomea di veggente si diffonde tra l'elite politica e aristocratica di tutta Europa, e i Capi di Stato di molti paesi desiderano chiedergli consiglio: De Gaulle, Mussolini, Pio XII ; anche Hitler lo vuole conoscere, e invia i suoi a cercarlo con l'ordine di condurlo a Berlino. Per ben tre volte gli uomini del Duce lo nascondono e lo sottraggono alle SS. Durante la guerra a San Secondo Rol salva molte persone condannate alla fucilazione. Si era impegnato a fare esperimenti in presenza degli ufficiali tedeschi in cambio della vita dei prigionieri. Per ogni esperimento sarebbe stata risparmiata una persona. Renzo Allegri, in "Rol Il mistero", racconta questo episodio: «Un giorno, a Pinerolo, un comandante tedesco aveva messo al muro un gruppo di partigiani. Rol accorse a chiederne la liberazione. "Sono innocenti, non hanno commesso niente di male", diceva. "E lei come fa ad esserne tanto sicuro?", chiese il comandante. "Alla stessa maniera con cui sono sicuro di conoscere cosa contengono i cassetti della scrivania nella sua casa ad Amburgo", rispose Rol e cominciò a descrivere minuziosamente gli oggetti che quel comandante aveva nella sua scrivania ad Amburgo, soffermandosi sul contenuto di alcune lettere privatissime e di documenti segreti. Il tedesco, confuso e spaventato, liberò immediatamente i prigionieri».

Nel 1934, subito dopo la morte del padre, Rol lascia l'impiego in banca, professione che non l'aveva mai attratto ma che aveva intrapreso solo per compiacere il genitore. Vorrebbe fare il giornalista, ma poi decide di dedicarsi al commercio di oggetti antichi, per i quali aveva sempre avuto una grande passione. Apre, durante la guerra, un negozio di antiquariato, che tiene fino agli anni '60, fino a quando decide di dedicarsi a tempo pieno alla pittura, all'approfondimento dei suoi studi e all'aiuto del prossimo. Dagli anni '50 in poi l'alloggio di Via Silvio Pellico sarà meta privilegiata di tanti personaggi famosi: Pitigrilli, che farà diverse dediche a Rol e parlerà ampiamente di lui in un suo libro; Federico Fellini, suo grande amico, che veniva spesso a chiedergli consiglio sulle nuove sceneggiature; e poi John Cage,Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota, Alberto Sordi, Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Valentina Cortese, Giovanni Agnelli, Cesare Romiti, Vittorio Gassman, Guido Ceronetti, Valentino Bompiani, Vittorio Messori e tanti altri. Ha occasione di conoscere anche alcuni presidenti della Repubblica Italiana, come Saragat e Einaudi. Sempre negli anni '50 incontra la regina Elisabetta II a Londra, che, a quanto pare, desiderava mettersi in contatto con lo spirito del padre, Re Giorgio VI, morto nel 1952. Di questo periodo è anche l'incontro con Padre Pio, del quale Rol era devoto e di cui teneva una fotografia sul suo comò. Nel 1964 incontra ad Antibes l'Imperatore d'Etiopia, Hailé Selassié, al quale predice la morte ad opera del suo popolo (fatto che si verificherà nel 1975). In America si interessano a lui. Walt Disney vuole incontrarlo e John Fitgerald Kennedy, nel suo unico viaggio in Italia da presidente, viene appositamente a Torino per incontrare Rol. Nel 1981 il presidente Reagan gli invierà un telegramma di ringraziamento per aver contribuito con il suo aiuto "metafisico" alla liberazione del generale americano James Lee Dozier. Dalla metà degli anni '60 in poi Rol è richiesto da molti centri di parapsicologia per dar dimostrazione delle sue capacità.

Tuttavia egli non acconsentì mai a volgarizzare ciò che riteneva espressione delle più alte vette spirituali raggiungibili dall'uomo, e quindi non si sottopose mai a controlli "profani", rimanendo così perfettamente coerente con le Sacre Scritture («Una generazione perversa e adultera pretende un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta»...).
Alla fine degli anni '70 incontra il giornalista e divulgatore scientifico Piero Angela. Rol, ormai già anziano, spera di trovare una persona in grado di fare da mediatrice con la comunità scientifica, rendendola partecipe delle sue conoscenze al fine di avviare una analisi seria e costruttiva di quelle prerogative date all'uomo nel momento in cui intraprende un rigoroso percorso spirituale e conoscitivo. Purtroppo però questo giornalista, prevenuto nei confronti di tutto ciò che riguarda la sfera del trascendente, non ha voluto credere a ciò che ha veduto, ma ha preferito liquidare la questione mettendo in dubbio che si trattasse di vere facoltà, e che invece fosse semplice, per quanto elegante, illusionismo. Egli infatti ha pubblicato una sua indagine nel mondo del paranormale, la quale includeva anche Rol.
Nella sua inchiesta, è venuto a contatto anche con pseudo-sensitivi e ciarlatani di vario genere, e quindi, partendo già dal presupposto che certe cose non esistono affatto, ha preferito liquidare tutta la questione con l'illusionismo. Negli anni successivi, Angela fonda il CICAP, Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (che noi abbiamo avuto occasione di soprannominare Comitato Inquisitore per la Condanna delle Affermazioni sul Paranormale), copia minore del CSICOP, il Committee for the Scientific Investigation of Claims of the Paranormal, fondato dal prestigiatore americano James Randi. Questi comitati in sostanza vorrebbero dimostrare che il paranormale non esiste e che i miracoli non sono possibili, con ovvie conseguenze per l'esistenza stessa delle religioni...Certamente il loro operato è condivisibile quando smascherano i veri ciarlatani e tutti quelli che se ne approfittano della credulità altrui. E' anche vero però che questo ruolo è sempre stato svolto dai rappresentanti di tutte le religioni, che dovrebbero essere i meglio qualificati a distinguere i veri maestri spirituali da quelli falsi. Comunque, il comportamento di Piero Angela (e quello del noto fisico Tullio Regge, anche lui scettico prevenuto nonostante abbia conosciuto Rol, ed anche lui membro del CICAP) ha lasciato Rol amareggiato e deluso, tanto da chiudersi negli anni successivi nel suo riserbo. Nonostante questa vicenda spiacevole, Rol ha previsto che un giorno la scienza sarebbe arrivata a comprendere lo Spirito. Così commenta Fellini: «I "giochi" di Rol sono uno spettacolo tonificante per chiunque lo accosti con una vera disponibilità. Cioé con l'innocenza di un bambino o con il sostegno di una scienza non rigida, aperta, che non si metta in conflitto con le forme inattese della verità».


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Il pensiero

Messaggio Da Mik Darko il Dom Lug 19, 2009 11:16 pm

«Ogni cosa ha il proprio spirito le cui caratteristiche stanno in rapporto alla funzione della cosa stessa. Quello dell'uomo però è uno "spirito intelligente" perché l'uomo sovrasta ed è in grado, per quanto lo riguarda, di regolare, se non di dominare, gli istinti che sospingono incessantemente tutto ciò che esiste e si forma. Questa prerogativa dell'uomo è sublime e tale la riconosce nel preciso istante che egli la percepisce. Ho definito coscienza sublime ogni impegno volto a raggiungere, sia pure attraverso la materia, dimensioni fuori della consuetudine. Ammesso che la genialità faccia ancor parte dell'istinto, i prodotti della genialità appartengono invece a quella libertà di creare che è prerogativa dello "spirito intelligente" dell'uomo, quindi ben oltre l'istinto stesso. Questa considerazione sarebbe sufficiente a comprendere l'esistenza dell'anima la quale si identifica poi in quell'armonia universale alla quale contribuisce e partecipa. Quando mi venne chiesto di esprimere il mio pensiero a proposito della medianità e dello spirito non ho esitato a rispondere che ogni individuo possiede un certo potenziale di medianità. Sul significato di questa parola però ho posto delle riserve di ordine etico e biologico. Per quanto riguarda lo spiritismo, invece, mi trovai in perfetta collisione e collusione e ciò proprio a causa dello "spirito intelligente". Con l'arresto di ogni attività fisica - la morte del corpo - l'anima si libera ma non interrompe la propria attività. Lo "spirito intelligente" , invece, rimane in essere e, forse, anche operante. Di questo ne ho le prove e ne ho fornite a conforto di tanta gente che non sapeva rassegnarsi alla perdita di persone care. Ho detto forse, perché in tale materia la prudenza è di rigore. Il fatto di rimanere in essere si richiama al motivo e quindi alla funzione di ogni cosa esistente in perenne sollecitazione e travaglio, proprio come si addice al moto creativo che non saprebbe estinguersi e nel quale ogni cosa concorre armonicamente anche nelle mutazioni più varie, Dio essendo eterno ed inconsumabile nelle sue più prevedibili manifestazioni e sembianze. Si fa gran caso dei miei esperimenti e li si vuole collocare tra i fenomeni dei quali si occupano tanto insigni studiosi di metapsichica e parapsicologia. Si vorrebbe scoprire il meccanismo: che io fornissi alla scienza sufficienti elementi per vagliarli, classificarli e forse riprodurli senza la mia partecipazione. Delusi e convinti che non v'è manipolazione, si attende da me la rivelazione di formule, di procedimenti e di conoscenze che proprio non posseggo. Sono segreti, questi, che non è dato di tramandare appunto perchè segreti non lo sono affatto. Si possono invece intuire, proprio come è successo a me e ad altri. Questa forma di rivelazione è profonda e altissima, tale appunto da escludere, per la sua natura, qualsiasi speculazione metafisica. È fatale che quasi la totalità delle prerogative umane, a livello però del solo istinto, convoglino il desiderio dell'uomo a considerare lo stato di necessità della propria esistenza; di qui la peculiarità degli intenti volti a favorire l'ambizione, l'orgoglio, la potenza e la crudeltà. È tacito: che una severa rinuncia a questi fattori negativi comporti se non la visione l'intuizione almeno di quelle alte sollecitazioni alle quali il pensiero si ispira per comprendere l'infinito e così vincere il terrore della morte. La vita terrena è troppo breve per creare e rinunciare poi subito a ciò che si è creato». da Remo Lugli, Rol. Una vita di Prodigi, Mediterranee, 1995

«Qualche volta una grande tristezza mi coglie: e se io dovessi rimanere solo a godere o a soffrire? Di un privilegio che non tarderebbe ad isolarmi dagli altri uomini, causa delle mie azioni divenute non più compatibili con l'esperienza dei saggi e con la fede dei Santi? In questo caso il mio destino sarebbe certo: la diffidenza o la beffa; perché oltre i limiti che il negromante e il demente hanno posto alle norme consuetudinarie del vivere, solamente la pietà, qualche volta, si avventura ad accompagnare, nella grande illusione, il cercatore d'oro nei luoghi ove l'oro non val più che la sabbia... (...) La fisica, la matematica e la teologia hanno costituito il tripode sul quale è venuta a poggiarsi la fiducia degli iniziati ma per me, che non posso più credere in queste cose, dove troverà sostegno la mia speranza? Ecco la mia tragedia. Quanta tristezza vi è nel profondo delle cose? Cornelio Agrippa credeva ancora nella natura, così come noi (o voi) oggi la conosciamo. I miei esperimenti sconvolgono le leggi della natura! Anche Omero non mi commuove più. Il poeta eccitava il mio spirito con la sua scienza vastissima, così come Chopin mi accarezzava il cuore con la sua malinconia profonda. Ma tutto ciò appartiene a questo mondo, mentre io non sono più di questo mondo... (...) Solamente in amore la natura si lascia frodare e non protesta: qualche volta, anzi, se ne rallegra, perché l'eredità del genio non è consentita mai, mentre il retaggio dei mali è assicurato sempre... L'amore, è forse questo l'ultimo mezzo che mi è offerto per vivere fra gli uomini come uno di loro? (...) Così, con un piede da questa parte e l'altro poggiato sull'infinito, mi sembra quasi di essere un ponte gettato fra le due età e sotto di me scorre l'universo come fluida materia che seco travolge impetuosamente il ridicolo delirio dell'uomo di volersi imporre o sottrarre a decreti che lui stesso ignora».«... Ed a quanti mi chiedono di rivelare il mezzo col quale si manifestano tanti stupefacenti fenomeni, rispondo che la mia forza sta nel tenere i piedi ben saldi sulla terra. Ammettere e conoscere la realtà, predispone a possibilità le più insperate, le più incredibili, avendo qualsiasi realtà infiniti risvolti. La conoscenza della realtà, poi, è di grande aiuto nel reperire ed interpretare i preziosi simboli che ci stanno intorno e ci illuminano costantemente. Il mio desiderio è sempre stato quello di avere la Scienza collaboratrice per la necessità che ho di conoscere l'esistenza e valutare l'"assoluto" al fine di saper dirigere la ricerca nel paranormale. Mi si rimprovera di non ripetere a richiesta gli "esperimenti" che avvengono con me, ma io non ho mai programmato simili fenomeni dei quali io stesso mi stupisco non sentendomene l'artefice. Di qui l'ansia, il dovere che ho sempre sentito di codificare quanto mi succede nel campo del meraviglioso. L'unico mio conforto, in tanta solitudine, è quello di potere utilizzare queste mie possibilità, a titolo assolutamente gratuito, per il bene del mio prossimo, ben sapendo, nell'istinto della mia coscienza, quale sia la loro ragione di essere e quale il loro valore etico e morale. Chi non ha creduto in me senza conoscermi o, peggio ancora, chi mi avvicinò, col deliberato proposito di poi denigrarmi mettendomi nel fascio di tutto il paranormale di cui non si può o non si vuole ammettere l'esistenza, ha commesso un'azione delittuosa della quale dovrà rispondere ad un Dio che certamente ignora». «... io non mi ritengo dotato di qualità paranormali od almeno di prerogative che possano farmi includere nei soggetti che offrono motivo di studio. Nè posso affermare di aver avuto particolari contatti col PN [paranormale], dal momento che tutta la mia vita si è sempre svolta in una naturale atmosfera di costanti "possibilità" ove non sarebbe difficile stabilire quali siano le più notevoli. Fin da giovanissimo mi sentii portato ad un'osservazione profonda di ogni cosa, anche delle più insignificanti, trovandomi così a meditare su di esse, forse nell'istintiva ricerca del rapporto fra gli avvenimenti ed i fattori che li compongono e dei legami che intercorrono fra cosa e cosa proprio come le fibre dello stesso tessuto. Mi trovai così a conseguire un'abitudine mentale ove l'intuizione ed il ragionamento collaborano in stretta armonia nella ricerca di quella verità Unitaria alla quale mi sembrano tendere, in nobilissima gara, l'Etica, la Politica, le Arti e tutte le scienze in genere. Era quindi inevitabile che io mi spingessi oltre le norme consuetudinarie del vivere e mi adoprassi per una necessità inderogabile ad agevolare il mio cammino con mezzi che Lei definirebbe paranormali, mentre io li considero di natura strettamente ortodossa. Non esiste quindi un mio "incontro" col PN, termine che mi suona estraneo, in quanto io ritengo che a chiunque segua la strada da me percorsa vengano offerte le mie stesse possibilità. (...) L'osservazione profonda di ogni cosa" comporta l'inserimento di una determinata cosa nella visione di un Sistema Universale in rapporto al valore ed alla funzione della cosa stessa. Accedendo quindi a questa forma di "conoscenza" il pensiero viene a trovarsi necessariamente ad essere intinto di quelle particolari essenzialità per le quali acquisisce le "possibilià" cui sopra accennavo e che autorizzerebbero l'esistenza di un PN, mentre invece è la più legittima "normalità" che si manifesta. Di qui il sorgere di facoltà delle quali mi è dato disporre solamente quando pervengo a riconoscerne la reale natura, per accoglierle allora con responsabile consapevolezza e coscienza. A questo punto Lei potrà obiettare che è proprio attraverso lo studio del PN che tale meta è raggiungibile, ma io non esito ad affermare, almeno per quanto riguarda i miei esperimenti di coscienza sublime, che ogni ricerca in quella direzione si troverebbe in antitesi con la sorgente spontanea di una conoscenza giustificata dalla natura divina ed eterna dell'uomo». da "Io sono la grondaia..." a cura di Catterina Ferrari, ediz. Giunti


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La grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto

Messaggio Da Mik Darko il Dom Lug 19, 2009 11:17 pm

«È umano che tutto ciò che si distacca dalla realtà venga immediatamente tradotto sul piano delle nostre necessità, fisiche o spirituali che siano. Ed è più logico che ad un individuo che agisce contro le norme consuetudinarie del vivere, ad uno che riesca a vincere le leggi della gravità, che può sconvolgere la logica della matematica, che è in grado di annullare il tempo e lo spazio, si chieda poi di guarire un male incurabile, di conoscere il futuro, di mandare la pallina della roulette nel numero desiderato. Se non interessa di fermare la pallina della roulette su un numero, ci convinciamo però che è possibile irrobustirci nel carattere e trovare così i mezzi, con l'ausilio dello spirito immortale, appunto per questa sua prerogativa egli scopre di avere in sé i mezzi che lo rendono onnipotente. E questo è il principio per il quale il meraviglioso si giustifica nel divenire accessibile. Se poi vogliamo attribuire a Dio il verificarsi del miracolo, non è difficile ammetterlo: Dio è presente dappertutto, quindi anche in noi, e il miracolo diviene logico. Anche colui che non crede in Dio può essere incluso nel miracolo, poiché il miracolo avviene in virtù dello spirito che sta in quel 'qualcuno'. Allo stesso modo il miracolo avviene con chi non ammettesse di possedere uno spirito, anche se le possibilità sono più scarse. Per coloro che sono credenti, questa è una prova della misericordia di Dio. Io credo che questo prorompere della verità segua proprio quello stato di grazia che ha la prerogativa di un dono». da Renzo Allegri, Rol il mistero, ediz. Musumeci, 1993 (1986)

«Vi fu un tempo in cui credevo che le mie 'possibilità' (che io allora ritenevo essere delle vere e proprie 'facoltà') avessero una base biologica. Mi dicevo che se è vero che il corpo alberga lo spirito, deve esservi un rapporto diretto fra lo spirito e gli organi attraverso i quali la vita si esprime. Ed in questa espressione includevo la responsabilità morale e le esaltazioni dello spirito. Fu proprio in questa seconda parte che la mia filosofia crollò perché non mi fu più possibile ottenere alcun fenomeno se volevo trovarne la sede nel cervello od in qualunque altra forma organizzata del mio comportamento fisico. Io stesso tentai dei controlli dei quali ebbi a rammaricarmi. Si studino pure a fondo le possibilità racchiuse nell'energia psichica degli uomini, ma per quanto mi riguarda ho concluso che allo stato attuale della conoscenza scientifica i miei esperimenti non hanno alcun rapporto con la psiche. Essi, secondo me, debbono considerarsi una manifestazione dello spirito che è definito 'intelligente' per identificare in esso e quindi nell'Uomo, l'espressione più alta di tutta la Creazione. Ho sempre protestato di non essere un sensitivo, un veggente, medium, taumaturgo o altro del genere. È tutto un mondo, quello della Parapsicologia, al quale non appartengo anche se vi ho incontrato persone veramente degne ed animate da intenzioni nobilissime.

Troppo si scrive su di me e molti che l'hanno fatto possono dire che mi sono lamentato che si pubblichi una vasta gamma di fenomeni e mai ciò che esprimo nel tentativo di dare una spiegazione a queste cose indagando su come e perché si producono certi meravigliosi eventi.

Sovente rimango stupito io stesso e qualche volta mi succede di trovare dei collaboratori in coloro che mi avvicinano spinti soltanto dalla curiosità. Bisogna viverlo quell'istante in cui, assente ogni forma di energia, qualcosa di veramente sublime si manifesta. Che cos'è che allora l'uomo percepisce? Che cosa gli viene rivelato in quell'attimo di profonda intuizione che sembra non aver fine, ove s'accorge di non essere più la creaturaterrena legata a scelte che lo condizionano, ma un Essere della cui immortalità è divenuto improvvisamente cosciente? Ho accennato a una "collaborazione" da parte di chi mi sta intorno; nella stessa guisa che per la salute del corpo il male conta assai meno del terreno ove trova da svilupparsi, così, per l'impiego dello spirito, un'atmosfera di fiducia e di ottimismo ha un'importanza determinante. Lo scetticismo che sovente cela intenzioni e altri sentimenti negativi non favorisce certamente quel misterioso processo costruttivo della cui ragione etica gli editori non si interessano. Essi ritengono che il grosso pubblico non ami una certa filosofia; quel che fa vendere il giornale o il libro è la presentazione di fatti che stupiscono, non di cose che creano problemi. Lei mi dirà [rivolto al prof. A. Jemolo] che mi si offre l'occasione per dare un nome ed una ragione ai miei lavori: è sufficiente che io acconsenta a farmi studiare. Così verrei chiamato in causa in nome della fisica, della medicina, della biologia ed altro. Sulla cavia Rol si vorrebbe provare che nella stessa guisa che il fegato secerne la bile il cervello secerne il pensiero? Ma se anche ciò venisse dimostrato, rimarrebbe ancora da stabilire quale rapporto esiste fra il pensiero e lo spirito che lo sovrasta. Che cosa sarebbe il pensiero se non esistesse lo spirito? Le sue possibilità non andrebbero certamente oltre i limiti consentiti dall'istinto. Io non sono un uomo di scienza però nel campo dello spirito ho acquisito una conoscenza che, anche se modesta, ho sempre offerta nella forma e nei modi che mi è consentito. Io debbo necessariamente agire con "spontaneità", quasi "sotto l'impulso di un ordine ignoto" come disse Goethe. Mi sono definito "la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto". Non é quindi la grondaia che va analizzata, bensì l'acqua e le ragioni per le quali "quella Pioggia" si manifesta. Non é studiando questi fenomeni a valle che si può giungere a stabilirne l'essenza, bensì più in alto dove ha sede lo 'spirito intelligente' che già fa parte di quel Meraviglioso che non é necessario identificare con Dio per riconoscerne l'esistenza. Nel Meraviglioso c'é l'Armonia riassunta del Tutto e questa definizione é valida tanto per chi ammette quanto per chi nega Dio. Io ritengo che gli scienziati non abbiano alcun motivo di interessarsi a me perché conoscono od intuiscono la mia estraneità al campo delle loro ricerche. Dichiaro di non essere in grado di disporre a mio piacimento dei fenomeni che si manifestano attraverso di me nei limiti di una rigidissima morale e scevri da qualsiasi coercizione e peculiarità. Per questo ogni controllo ne verrebbe frustrato. Sono rimasto stupito come in un recente libro [di Piera Angela - vedere Libri] siano state riferite su di me cose inesatte e falsificate, insinuando dubbi perfettamente gratuiti. Chi si atteggia a uomo di studio deve essere giusto e obbiettivo, ma se non lo fa è un grave rischio che non gli consiglio di correre perché la Verità, pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa. Per intanto io continuo a ricevere a tutti i livelli culturali e sociali dimostrazioni di solidarietà e di fiducia. E non è strano, per quell'intuizione che è patrimonio delle masse, che io venga esortato a non mutare atteggiamento. Meglio rimanere ignorato da una Scienza ufficiale che non è in grado, per ora, di comprendermi, piuttosto che venire meno a quei principi ai quali mi sono sempre ispirato e con i risultati che tutti conoscono. Scienziati di fama mondiale, medici, letterati, artisti, religiosi di varie confessioni, atei, filosofi, militari, capi di Stato e di governo, industriali e finalmente uno stuolo di gente appartenente ad ogni classe sociale e con esso tutto lo scibile del travaglio umano, continua a passarmi sotto gli occhi. È mai possibile che tutte queste persone siano state da me suggestionate ed a qual fine dal momento che non ho avuto altro scopo che quello di mettermi al loro servizio? Quanti problemi apparentemente impossibili non ho risolto. Molti ritrovarono in me la speranza, il coraggio, la ragione di vivere. E se fossi sempre stato ascoltato quante sciagure avrebbero potuto essere evitate. Questa è la vera sede della mia attività. I vari fenomeni a livello apparentemente fisico non sono che mezzi di convincimento che mi viene da improvvisare in un'esaltazione che sovente mi lascia commosso e me ne fa sentire indegno. È proprio qui che vorrei che una Scienza intervenisse a illuminare e ad appoggiare la mia aspirazione di contribuire ad indicare quelle vette, sempre più alte, riservate alla Creatura Umana quando sappia identificarsi nel proprio "spirito intelligente". Certamente un rapporto tra spirito e materia esiste: la Scienza non lo conosce, io appena lo intuisco e lo posso dimostrare, ma non come lo voglio e come mi si chiede di farlo. Una collaborazione con la scienza io la invoco, senza quel presupposto di sfiducia che non offende la mia trascurabile persona bensì la conoscenza che ho raggiunta e che è già patrimonio della Scienza di Domani. Questo mio modo di vivere mi lasciò, in un primo momento, il timore di rimanere solo, isolato. Poi, invece, intravvidi un futuro dove altri uomini seguiranno con me la strada che vado tracciando per una evoluzione la cui meta è un'Umanità liberata da ogni male». dal quotidiano La Stampa del 3 settembre 1978.


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Mik Darko
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Non vi sono limiti alle possibilità umane

Messaggio Da Mik Darko il Dom Lug 19, 2009 11:18 pm

«Non vi sono limiti alle possibilità umane. Alla condizione, però, che esse non intervengano a sottrarre alla vita quel carattere di unica, insostituibile, meravigliosa anche se travagliatissima prova che é la vita stessa. I sensi rappresentano un mezzo di eccezionale misura onde conoscere le meravigliose possibilità che Dio offre di se stesso all'uomo. Possibilità che nello stesso tempo formano quella trappola mortale che i sensi stessi rappresentano. I sensi, inoltre, sono una modestissima anticipazione di tutte le infinite meraviglie riservate all'uomo per estrinsecazione che Dio stesso rivela nel suo costante desiderio e diritto di affermarsi. A quelle meraviglie l'uomo accede nel perfezionarsi non soltanto in questa vita, la quale potrebbe non essere la prima [questo concetto non ha a che vedere con la reincarnazione, n.d.r.]. Se l'errore è compatito, spesso giustificato, ma non sempre assolto, è puro gesto di misericordia divina il rigettarlo e anche punirlo, in quanto nella punizione stessa è insito il desiderio di offrire all'uomo la possibilità di redimersi, quindi di avvicinarsi maggiormente alla stupenda perfezione che Dio è. Quale padre amorosissimo Egli non solo non abbandona nessuno, ma tutti aiuta, anche coloro, gli indegni e i reprobi, nel castigarli. Correggere non è punire, bensì aiutare a liberarsi da tutto ciò che tiene il malato lungi dalla fonte che gli dona la vita. Se l'errore non é perseveranza diabolica altro non può essere che diritto alla conoscienza. É beninteso però che nessun diritto può giustificare il perseverare nell'errore stesso, quand'anche l'uomo sappia, in un raptus intellettivo, considerare l'errore un mezzo orrendo altrettanto quanto nobile. Con queste parole ho inteso qui rivelare il perché dell'errore stesso, della necessità di non ripeterlo e della possibilità etica che Dio lo consenta. Oggi, 25 settembre 1975». da Remo Lugli, Rol. Una vita di Prodigi, Mediterranee, 1995

«Einstein credeva in Dio, non ne negava l'esistenza. Un giorno che discutevamo proprio di questo, lui alzò una mano, la frappose fra la lampada e il tavolo e mi disse: "Vedi? Quando la materia si manifesta, proietta un'ombra scura, perché è materia. Dio è puro spirito e dunque quando si materializza non può manifestarsi se non attraverso la luce. La luce non è altro se non l'ombra di Dio"». da Maria Luisa Giordano Rol mi parla ancora, Sonzogno, 1999

«La scienza potrà analizzare lo spirito nell'istante stesso in cui perverrà a identificarlo. Son certo che a tanto giungerà l'ansia dell'uomo».

SCIENZA O RELIGIONE

« Certamente un rapporto tra spirito e materia esiste: la Scienza non lo conosce, io appena lo intuisco e lo posso dimostrare, ma non come lo voglio e come mi si chiede di farlo. Una collaborazione con la scienza io la invoco, senza quel presupposto di sfiducia che non offende la mia trascurabile persona bensì la conoscenza che ho raggiunta e che è già patrimonio della Scienza di Domani ». G.R.

« Meglio rimanere ignorato da una Scienza ufficiale che non è in grado, per ora, di comprendermi, piuttosto che venire meno a quei principi ai quali mi sono sempre ispirato e con i risultati che tutti conoscono ». G.R.

« Ho scoperto possibilità riservate all'uomo, che sin qui erano state ignorate dalla scienza, la quale non accetta lo Spirito in quanto esso ammetterebbe una Creazione che sta al di sopra di qualsiasi attuale ricerca di laboratorio ». G.R.

« I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza. Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare ». G.R.

« I miei segreti? Sono tutti nella Bibbia ». G.R.

«...procedendo di pari dal Verbo divino la Scrittura Sacra e la natura, quella come dettatura dello Spirito Santo, e questa come

«... indaga le Scritture da te stesso, e questo con la frequente lettura e la costante meditazione su ciò che leggi, e con la fervida preghiera a Dio d'illuminare la tua intelligenza se desideri trovare la verità ». Isaac Newton

« La scienza senza religione è zoppa, la religione senza scienza è cieca ». Albert Einstein

Il 20 giugno 2003, in occasione del centenario dalla nascita di Gustavo Rol, è stata costituita una associazione denominata Società Europea di Neuroteologia - SENT.
Il seguente estratto dallo statuto ne definisce la finalità:

«La Società Europea di Neuroteologia rappresenta l'ideale proseguimento dello spirito che caratterizzò la costituzione dell'Associazione Scientifica Gustavo Adolfo Rol (22/05/00). Lo scioglimento di quest'ultima (03/03/03) fu reso necessario per fare spazio al presente Ente il quale, sia nella denominazione che negli scopi, risulta meglio strutturato e più attinente alle finalità che si propone. Il termine "Neuroteologia" è stato coniato da Franco Rol il 12 Aprile 2000, sulla base degli studi legati alla vita, all'esperienza e alla dottrina di Gustavo Adolfo Rol, ed anche per esprimere una sintesi in grado di rappresentare, da un lato, l'essenza metafisica caratterizzante ogni Religione ed ogni Insegnamento Tradizionale e dall'altro, il processo di trasformazione messo in atto dalla conoscenza attiva di tale metafisica. In questo quadro, le possibilità di Gustavo Adolfo Rol si inseriscono quale conquista e superamento dei gradi di un rigoroso percorso spirituale, possibilità slegate da qualsiasi contingenza profana e da qualunque interpretazione di carattere eterodosso che non sia in linea con le Tradizioni consolidate, tenendo comunque presente l'originalità applicativa dei Principi propria dei mezzi e dei simboli di cui usava servirsi G.A.Rol. La dimostrazione dell'esistenza di tali possibilità, il riconoscimento del solo ruolo di funzione e non di fine che esse hanno, il loro inserimento in un quadro teorico tale da permetterne, in qualità di Scienza Sacra, una comprensione sia oggettiva che soggettiva, la loro riproduzione e "replicabilità" in un contesto puramente etico e per il beneficio di tutta la comunità umana, la loro funzione di strumento conoscitivo di altri stati di manifestazione, espressione delle superiori Possibilità dell'Intelligenza Divina, quale ulteriore ausilio per il superamento degli stessi, rappresentano lo scopo e la finalità di questa associazione».
Neuroteologia, come più sopra accennato, è un vocabolo coniato autonomamente da Franco Rol, sebbene nello stesso periodo tale termine fosse già in uso in ristretti ambienti delle Neuroscienze (negli Stati Uniti). Uno dei pionieri di questa "nuova scienza" è il dr.Andrew Newberg, dell'Università di Pennsylvania, che ha condotto ricerche sul comportamento del cervello umano durante la meditazione e la preghiera. In Italia il termine neuroteologia ha fatto la sua comparsa per la prima volta il 31 gennaio 2001, con un articolo del quotidiano La Repubblica, tratto dalla rivista americana Newsweek, che qui di seguito riproponiamo.


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Dio è spirito, anzi cervello.

Messaggio Da Mik Darko il Dom Lug 19, 2009 11:33 pm

"I neuroni guidano la fede". Uno studio dell'Università della Pennsylvania introduce la neuroteologia. E se l'anelito verso il Cielo non fosse sola anima?"
di Sharon Begley

NEW YORK - Inizia ogni seduta di meditazione, accendendo candele e bruciando incenso al gelsomino prima di mettersi nella posizione del loto. Si concentra sulla sua interiorità, affinché l'essenza che egli considera essere il suo vero io si liberi dai desideri, dalle preoccupazioni e dalle sensazioni corporee. Questa volta però c'è qualcosa di diverso. Il giovane monaco tibetano ha a fianco a sé una cordicella e nel braccio sinistro l' ago di un'endovenosa. Quando si avvicina all'apice dello stato di meditazione tira la cordicella. All' altro capo, nella stanza accanto, Andrew Newberg , dell'Università di Pennsylvania, sente lo strattone e inietta un mezzo di contrasto. Poi collega il paziente ad una macchina chiamata Spect che consente di visualizzare immagini del cervello ed ecco che la sensazione che l' uomo prova di essere un tutt'uno con l'universo si riduce ad una serie di dati sul monitor. La regione dell'encefalo posteriore che compone i dati sensori per darci la sensazione di dove l'io finisce e inizia invece il resto del mondo, sembra essere stata vittima di un black out. Privata degli input sensori perché l'uomo è concentrato sulla sua interiorità, questa "zona di orientamento" non può svolgere il suo compito di marcare il confine tra l' io e il mondo. "Il cervello non aveva scelta", spiega Newberg. "Percepiva l'io come infinito, un tutt' uno con il creato. Era una sensazione del tutto reale". I primi a studiare l'esperienza religiosa sono stati i neurologi, che hanno scoperto un collegamento tra l'epilessia del lobo temporale e l'improvviso manifestarsi di un interesse religioso nel paziente. Oggi i ricercatori studiano esperienze più comuni. Newberg insieme a Eugene d'Aquili, ha chiamato questo campo neuroteologia. In un libro che uscirà in aprile conclude che le esperienze spirituali sono l'inevitabile conseguenza della configurazione cerebrale. "Il cervello umano è stato geneticamente configurato per incoraggiare la fede religiosa". Anche la semplice preghiera ha un effetto particolare a livello cerebrale. Nelle immagini cerebrali registrate dalla Spect riferite a suore francescane in preghiera si notava un rallentamento di attività nell'area deputata all'orientamento, che dava alle suore un senso tangibile di unione con Dio. "L'assorbimento dell'io all'interno di qualcosa di più vasto, non deriva da una costruzione emotiva o da un pensiero pio", scrivono Newberg e d'Aquili in "Perché Dio non se ne andrà". "Scaturisce invece da eventi neurologici". La neuroteologia spiega come il comportamento rituale susciti stati cerebrali da cui deriva una vasta gamma di sensazioni, dal sentirsi parte di una comunità, all'avvertire un'unione spirituale profonda. Le nenie infondono un senso di quiete che i credenti interpretano come serenità spirituale. Al contrario, le danze dei mistici Sufi provocano una ipereccitazione che può dare ai partecipanti la sensazione di incamerare l'energia dell'universo. Questi rituali riescono ad attingere proprio a quei meccanismi cerebrali che fanno sì che i fedeli interpretino le sensazioni come prove dell'esistenza di Dio. I rituali quindi tendono a focalizzare l'attenzione sulla mente, bloccando le percezioni sensoriali, incluse quelle che la zona deputata all'orientamento utilizza per stabilire i confini dell'io. Ecco perché persino i non credenti si commuovono durante i riti religiosi. "Finché il nostro cervello avrà questa struttura", dice Newberg, "Dio non andrà via". La Repubblica, 31 gennaio 2001

Il nostro punto di vista va però al di là del pur lodevole ed utile contributo alla conoscenza che tale approccio di ricerca comporta. Quando lo scrivente coniò il termine neuroteologia (quasi un anno prima che uscisse l'articolo di cui sopra) intendeva, con una parola unica, sintetizzare una Teoria e una Pratica, o anche una Dottrina e un Processo. Non si tratta però nè di una nuova dottrina, nè tantomeno di un processo inventato da qualcuno. Con "-teologia" intendiamo, ad un tempo, l'essenza di tutte le dottrine teologiche e ciò che, in generale, concerne la sfera del divino. Con "neuro-" intendiamo il sistema nervoso dell'uomo e il cervello. Per chi scrive la neuroteologia è principalmente "lo studio dell'interazione tra il divino ( t h e o s ) e l'umano ( n e u r o n )", o anche, più estesamente, "lo studio dell'interazione tra il divino e l'interfaccia neuronale dell'essere umano".

Si tratta quindi di qualcosa di più di una analisi delle fluttuazioni neuronali del cervello. E' una Scienza in grado di dimostrare che quando l'apparato neuronale dell'homo sapiens si orienta in una certa direzione ed in un certo modo è in grado di aprire le porte di tutti i misteri, spalancandole sulla Visione dell'Infinito, della Purezza, della Luce, dell'Amore e dell'Eternità. E' la Scienza che conferma, con una parola moderna, la Parola Antica. E' una Scienza che suggerisce di approfondire i Testi Sacri per trovare i giusti parametri di autoregolamentazione, le pertinenti norme di disciplina e le linee guida per conseguire quella Meta Suprema alla quale l'umanità tutta è destinata. Infine, è una Scienza che auspica una definitiva riconciliazione tra tutte le Fedi al di là delle differenze exoteriche che le caratterizzano, differenze che sono tali solo perchè diversi sono i luoghi, i climi ed i temperamenti di coloro cui furono destinate.

LA VOCE

Qui potete inoltre ascoltare alcuni contributi sonori inediti con la voce di Rol. Il cosiddetto testamento spirituale di Rol (come ebbe a definirlo Remo Lugli) è stato letto da Rol ai presenti dopo averlo vergato in scrittura automatica, guidato dal suo spirito intelligente. Gli altri due possono essere anch'essi considerati due brevi testamenti, dove Rol incoraggia i presenti a non aver timore della morte.

Testamento spirituale:
http://www.gustavorol.org/Testamento.mp3
Rallegratevi:
http://www.gustavorol.org/Rallegratevi.mp3
Si sopravvive:
http://www.gustavorol.org/Sisopravvive.mp3


per altro ancora visita:http://www.gustavorol.it/

Mik Darko
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Re: Gustavo Adolfo Rol

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