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Storia e misteri dei colori

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Storia e misteri dei colori

Messaggio Da matrona il Dom Set 26, 2010 11:24 pm


Immergerci nei colori sembra la cosa più naturale del mondo. Ci sorprendono, ci accompagnano, ci abbracciano, li mangiamo, annusiamo, viviamo senza però avere la consapevolezza che essi hanno una storia alquanto interessante e che la loro evoluzione, mutazione, scoperta ha cambiato la vita dell’uomo in quanto essi ne condizionano il benessere psico-fisico.

La prima vera e propria scoperta la dobbiamo a Isaac Newton, fisico inglese che nel 1672, con l’ausilio di un semplice prisma catturò i sette colori e rese all’umanità la consapevolezza della luce che ci circonda.

Naturalmente esiste una spiegazione scientifica alla nostra capacità di vedere i colori: quando i fotorecettori della retina assorbono radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d’onda e di intensità, inviano dei segnali al cervello che percepisce il colore, la sua visibilità. Il nostro occhio però ha una capacità riduttiva di vederli in quanto riesce a catturare solo una piccola parte delle onde luminose presenti in natura, piccoli spettri classificati in sette tonalità (come quelli dell’arcobaleno). Gli spettri dei colori in realtà sono più di sette ma dobbiamo alla nostra cultura la classificazione in un numero così ristretto ciò è dovuto a motivi leggendari, mitologici, magici più che scientifici. Basti pensare alle volte che il numero sette appare nella Bibbia, nelle fiabe e in culture e religioni diverse da quelle occidentali.

Anche se Newton ci diede la spinta iniziale per dare una definizione più appropriata al concetto “visione dei colori”, solo negli anni Sessanta con Berlin e Key ne fu ricostruita la storia e l’aspetto cognitivo che caratterizzava l’uomo primitivo rispetto alla percezione, non solo scientifica ma psicologica e mistica del colore. Così fu evidenziato che l’uomo primitivo conosceva solo due aspetti della luce, intesa come colore : chiaro – scuro, bianco – nero . Nel momento in cui subentra il terzo colore, non è il grigio a far parte della triade ma bensì il rosso inteso come colore intermedio e questa percezione verrà considerata valida fino al Medio Evo.

I colori non sono solo ornamenti per rivestire, abbellire gli oggetti, non sono solo luci che fasciano l’universo, che rivestono la natura, essi sono anche una forma curativa attraverso la quale l’uomo trova un equilibrio con se stesso e con tutto ciò che lo circonda. Per questo motivo studiare il colore è diventato una vera e propria necessità in diverse discipline come la fisica, la chimica, la psicologia e la matematica.

Luce e ombre vivono in simbiosi e pochi sanno che il bianco in realtà non è altro la somma di tutti i colori e che il nero è l’assenza di essi. Gli oggetti ci parlano della luce che ci circonda basta saper vedere al di là di quello che guardiamo.

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Caterina Armentano
http://blog.mylemon.it/2010/07/storia-e-misteri-dei-colori/
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